Arch. Emanuele Chiabrera – Torino

Abbiamo incontrato l’arch. Emanuele Chiabrera, titolare dell’omonimo studio di progettazione. Con lui abbiamo parlato di riquaificazioni performanti, efficienti e innovative. Con una grande attenzione all’estetica!

Un po’ di storia…

Ho iniziato ad occuparmi di problematiche energetiche già durante il mio percorso universitario. Ho collaborato con il Politecnico di Torino da esterno, dopo la laurea, su diverse ricerche su risparmio energetico. In contemporanea avevo iniziato ad intraprendere la libera professione e, ben presto, ho capito che l’attività “sul campo” era quella giusta per me.
Ho iniziato da subito a circondarmi da colleghi che, come me, hanno sposato il mondo dell’isolamento termico e dell’efficientamento energetico. Anche mio fratello Edoardo, ingegnere energetico, è entrato nel nostro gruppo inserendo un’ulteriore figura di livello per il nostro settore.
È ormai dal 2012 che formiamo una squadra coesa e interdisciplinare, in grado di rispondere appieno alle necessità di ogni singolo progetto e delle normative vigenti.
Inizialmente ci siamo occupati di grandi impianti realizzando numerose diagnosi energetiche su edifici residenziali. Ci siamo da subito specializzati nella riqualificazione energetica sia dal punto di vista edilizio che impiantistico. Facciamo certificazione energetica sin dalla nascita dello Studio.

Lo studio Chiabrera oggi

Con l’arrivo degli incentivi del Superbonus 110% ci siamo trovati pronti e qualificati. Sono convinto che ci sia servito tantissimo lavorare negli edifici privati durante le diagnosi energetiche per l’utilizzo delle valvole termostatiche nei sistemi di riscaldamento centralizzati. Entrare nelle abitazioni private e dialogare con i condomini per far comprendere loro l’uso e il risparmio proveniente dalle valvole termostatiche ci ha permesso di imparare come dialogare e acquisire la loro fiducia.
La nostra capacità interdisciplinare, ripeto, ha creato quel plus che ci ha permesso di realizzare numerosissimi studi di fattibilità per il miglioramento energetico degli edifici e l’ottenimento delle agevolazioni dettate dal Superbonus 110%
Vorrei sottolineare un aspetto da non sottovalutare: quando parlo di studi di fattibilità mi riferisco a progetti realizzati senza che vi sia la certezza di ottenere il lavoro finale. Ecco perché io credo che lavorare seriamente e coscienziosamente sia, mai come in questo caso, fondamentale. Solo con un attento e scrupoloso lavoro – unitamente a una serietà deontologica – si può entrare in sintonia con i condomini, ottenere la loro fiducia e aggiudicarsi i lavori.
Io sono un convinto sostenitore dell’innovazione tecnologica e architettonica negli edifici che non abbiano, ovviamente, vincoli architettonici. L’avvento del Superbonus 110%, sono convinto, è un’occasione per trasformare periferie poco gradevoli sotto l’aspetto estetico in nuovi quartieri innovativi e distintivi sotto l’aspetto estetico.
Certo, è un’ulteriore mole di lavoro per noi progettisti. E lo è per due motivi: il primo è lo studio di un nuovo e innovativo progetto architettonico in un edificio già esistente, che potrebbe essere lasciato esteticamente come prima dell’inizio dei lavori. Il secondo è convincere i condomini, spesso persone che “vivono” la loro casa da decenni, che un’immagine nuova e moderna sia un plus in termini sia di bellezza che vi valore dell’edificio dove vivono.
La mole di lavoro non ci ha mai spaventato: il traguardo primario di noi progettisti è quello di creare un oggetto sostenibile, efficiente e bello!

E, dopo il termine del Superbonus, come vede il futuro del settore delle costruzioni?

Io sono convinto che il Superbonus possa essere un volano per il futuro: i privati, vedendo queste trasformazioni estetiche e di efficientamento energetico, cambieranno la visione odierna delle costruzioni dove tutto è legato al mero risparmio economico durante la costruzione.
Gli esempi positivi, sono sicuro, cambieranno modo di approccio alle ricostruzioni e alle riqualificazioni.
Ad esempio, stiamo realizzando due progetti molto interessanti per l’impresa Secap in corso Vercelli e corso Sebastopoli. Qui abbiamo deciso di realizzare facciate ventilate in aggetto – isolate con lana di roccia – e usare il cappotto termico esterno con Aeropan nei balconi. Il risultato finale, sono convinto, sarà bellissimo e molto performante.

Ha accennato ad Aeropan, come si è trovato con questo pannello isolante a base di Aerogel?

Ho avuto modo di realizzare numerosi progetti di miglioramento energetico su grandi palazzi e devo ammettere che Aeropan mi ha risolto notevoli grattacapi. Il problema principale di questo tipo di edifici è l’isolamento dei balconi per la risoluzione dei ponti termici. L’utilizzo di un materiale isolante “tradizionale” – con uno spessore decisamente importante – ha il grosso problema di ridurre lo spazio abitativo dei balconi. Un aspetto, questo, decisamente poco ben visto dai proprietari. Aeropan, con uno spessore decisamente ridotto, permette di isolare perfettamente i balconi senza “rubare” prezioso spazio ai condomini. La sua idrofobicità, inoltre, mi consente di utilizzarlo fino alla base del terrazzo senza rischiare che ci sia umidità di risalita.

Come vedete il futuro?

Il futuro? Riuscire a concludere i lavori già acquisiti per il Superbonus 110%. Considerando che il nostro studio non accetta più incarichi già dallo scorso ottobre 2020 ad oggi abbiamo una decina di grossi condomini che sono partiti o i cui lavori partiranno entro i primi mesi del 2022. Inoltre, abbiamo un’altra ventina di piccoli medi edifici all’interno dei quali ci siamo occupati anche di impianti di riscaldamento-raffreddamento ibridi “factory made”.
Tutta questa mole di lavoro ovviamente porterà ad un ulteriore aumento del nostro organico che, per cause di forza maggiore dettate dall’emergenza Covid-19, non è avvenuto in maniera esponenziale come, invece, da noi previsto.

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